Uno di questi giorni

La scomparsa di Gianfranco De Laurentis mi ha(oltre che fatto enorme dispiacere) fatto tornare a mente il perché mi sono innamorato in maniera viscerale della palla che ruzzola… E ogni tanto, specie di questi tempi e con ancora in testa mediocri bambocci che vestivan Viola.. c’é bisogno di ricordarselo.
È normale che la nostra percezione del personaggio pubblico vive nelle cose che ha fatto, nel modo, e nella capacità messa a disposizione di tutti,oltre non puoi permetterti di andare.
Oltre non é giusto andare.
Il Pallone che raccontava Gianfranco De Laurentis e quella generazione di fuori classe attraverso TV o Radio, era un viaggio fatto di storie e personaggi reali.
Era un viaggio fatto di leggerezza e competenza, di professionalità e parole misurate.
Non c’era niente di soprannaturale, niente di costruito.
C’era la percezione reale di conoscere quel mondo distante anni luce da te e dal profumo di olio canforato che trovavi nei campetti di periferia. E per questo te ne innamoravi.
È per questo lo sognavi per davvero.
Per chi oggi ancora prova a spiegare ai propri figli il perché.. “il Babbo”.. é così tanto strano quando scende in campo la Fiorentina.. Perché é silenzioso, nervoso, a volte felice.. Spesso incazzato nero..            I “Gianfranco De Laurentis” sono stati fondamentali.
Sono il ricordo che ti da modo di sentirti dalla parte della ragione..
È per questo e per molto altro vanno solamente ringraziati.
Il pranzo del sabato.. Di ritorno da scuola.. Ti mettevi comodo.. e tra una “sformaggiata” sui maccheroni e una spiegazione alla Mamma del perché a scuola non ci eri proprio andato.. partiva “One of These Days”….
La Sigla iniziale “Dribbling”, che da sola valeva il prezzo per intero del Canone RAI.
Te ne ricordi oggi..purtroppo..
Ma nel dispiacere che provi nel perdere un personaggio a cui eri comunque affezionato, ti ricordi una volta ancora perché ami tanto il pallone.
Nonostante tutto, nonostante giovanotti che usano tutto questo nostro amore per “imbronciare” il proprio interesse, facendolo così spesso vacillare.

Ma sai quanti Federico Chiesa o roba simile ci vogliono per portarmi via la “palla che ruzzola” dalla testa e dal Cuore?

Grazie Gianfranco

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