Sconcerti: “Siamo tutti un po’ imbecilli, si parlava di atti di forza di Agnelli ma ora…”

Mario Sconcerti parla Saponara

Mario Sconcerti nel suo editoriale sul Corriere della Sera, ha parlato del momento che sta attraversando il calcio italiano ed europeo a causa dell’emergenza Coronavirus: “Adesso che siamo tutti a casa e abbiamo un po’ di tempo, diventa un paradosso ricordare le discussioni del calcio davanti al virus.

 

 

Ancora una settimana fa si discuteva se dovevamo giocare a porte chiuse o aperte. Si parlava di atti di forza di Andrea Agnelli per avere il pubblico con l’Inter, le società si dividevano su tutto senza nemmeno capire che non spettava a loro parlare di salute pubblica.

 

 

Oggi nessuno accetterebbe nemmeno l’idea di entrare in uno stadio pieno. Il cambiamento di coscienza è stato enorme. Non so se sia un progresso, certamente è un’evidenza. Nelle tante parole dei giorni scorsi c’eravamo soprattutto dimenticati i giocatori. Siamo culturalmente abituati a non considerarli in questi contesti. La catena dell’impossibile è interrotta. Il virus è democratico, questa è la novità del tempo.

 

 

 

E non conta lo sport che fai, se giochi a basket o scali una montagna in bici. Siamo tutti uguali, viviamo allo stesso modo. Credevamo che questa fosse un’utopia. Ma ora che ci siamo arrivati ci sentiamo tutti un po’ imbecilli. E non vediamo l’ora che torni la diversità. Quella del calcio e quella della vita”.”.

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