Per lo Stadio a Campi Bisenzio ci sono molte perplessità, servirà almeno un nuovo casello autostradale

Commisso

Rocco Commisso punta su Campi Bisenzio per il nuovo stadio, ma si ritroverà di fronte nuovamente Dario Nardella quando saranno discusse le autorizzazioni per il progetto nella Piana. L’iter per far approvare un’opera così impattante dal punto di vista del traffico, del trasporto pubblico e dell’ambiente (c’è da rifare fogne per un “peso antropico” pari a 40 mila persone al giorno, in una zona ex padule) passa pure dal sì della Città Metropolitana, di cui è sindaco proprio Nardella.

 

 

 

Il Comune di Campi Bisenzio deve approvare a breve il nuovo Piano strutturale che prevede attrezzature pubbliche (quindi anche sportive) solo per una parte dei 38 ettari in viale Allende. Per il resto sarà necessaria una variante urbanistica. Il sindaco Emiliano Fossi ha assicurato che “basteranno 310 giorni“. Per avere questi tempi ci sarà da correre: lo strumento necessario sarà la cosiddetta “conferenza di copianificazione” obbligatoria ogni volta che c’è un “impegno di suolo non edificato all’esterno del perimetro del territorio urbanizzato“.

 

A riportare il tutto è Il Corriere Fiorentino.

 

 

Se lo stadio andrà a Campi, ci vorrà almeno un nuovo casello autostradale, trattando con Autostrade. Ci sono da trovare fondi per usare le stazioni ferroviarie, per ipotizzare prolungamenti delle tramvie (non certo quella da Sesto, irrealizzabile per distanze e tempi di percorrenza). Attività o decisioni in cui Regione e Città metropolitana hanno un ruolo decisivo. La partita (anche politica) è aperta.

1 COMMENTO

  1. A questo punto mi sento di fare la seguente osservazione: Sono cresciuto in Italia con tanti sogni che non ho potuto realizzare. Ho comprato, a fatica, una casa con i soldi miei ma come piaceva al grande costruttore (più grande prenditore che imprenditore) che me l’ha venduta. In questo paese non si ha la minima cognizione del “fair value” ossia del valore che chi mette i soldi ha diritto ad attribuire al bene che compra o a ciò che costruisce. Anche se hai tutti i soldi del mondo non puoi realizzare mai ciò che vuoi e ti devi sempre piegare ai limiti imposti dai vari egoismi ed interessi.
    A questo punto spero che il presidente agisca all’americana. Ossia che tra sei mesi da oggi inizi a realizzare un altro suo grande sogno, oppure faccia ciò che ha pionieristicamente fatto suo padre: se ne scappi alla velocità della luce verso mete dove se hai le ali puoi volare senza che nessuno te le tappi.
    D’altra parte, senza provenire da dinastie secolari come gli Agnelli, ha uno stadio intitolato a suo nome alla Columbia University nel territorio di una super potenza mondiale, non credo sia il caso sprecarsi in questo paesino.

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