Lezzerini: “L’esordio in viola un’emozione difficile da dimenticherò. Salah non lo conoscevamo, ma andava il doppio degli altri”

Lezzerini Venezia

Queste le battute di Luca Lezzerini, nella chiacchierata con il signor Federico Targetti di Violanews:

“L’esperienza nelle giovanili viola? Vincere un trofeo è stato molto bello, in quei due anni mi vengono in mente tanti episodi. Ci sono state tante vittorie in campionato con Mister Semplici, poi c’è stato il programma di MTV. Tante esperienze, alcune belle altre meno, ma pur sempre importanti. Giovani speranze? L’unico che si rifiutò di partecipare al programma fu proprio Bernardeschi. Fede non diede il consenso per la liberatoria. Il programma è stata comunque un’esperienza, non so dire se positiva, perché tante pressioni a quell’età non eravamo abituati a reggerle. Sicuramente ci ha fatto conoscere a livello nazionale.

Semplici? Mi sembra sempre lo stesso, sa dove vuole arrivare. Ha uno staff che lo completa, con Andrea Consumi. La prima squadra? Mi convocò per primo mister Mihajlovic in una stagione non fortunata. Lo ringrazierò sempre per quella chiamata a soli 16 anni, in tribuna, e poi 17 per la prima panchina.

 

 

 

 

 

La Fiorentina di Montella? Dal ritiro in poi è stato tutto in discesa, tutti si sono ambientati tutti. Era un gran gruppo, è stata la Fiorentina più bella degli ultimi anni. La seconda esperienza del mister? Ad oggi non so cosa sia anadato storto, forse c’er ameno feeling, ma è difficile da dire. Il primo novembre 2015? Il mio esordio col Frosinone. Faccio un passo indietro, quell’anno avevo già tutto fatto col Pisa di Gattuso. Poi in ritiro il mister mi desse che sarei dovuto rimanere a Firenze. Era appena arrivato Dragowski e con Tatarusanu davanti. IL mister mi promise che avrei giocato, ci credevo poco con quei due davanti, ma alla prima occasione mi mise dentro. Sul 4-0 col Frosinone mi ricordo che mi disse di andare a scaldarmi, mi guardavo.

 

 

 

 

 

Salah? Era sconosciuto, nonostante arrivasse dal Chelsea, le poche presenze le aveva fatte con lo Stoccarda. Arrivò i primi allenamenti ed andava il doppio di tutti. Ilicic? Più particolare, più buffo anche nei modi e nel carattere.

La Fiorentina attuale? Mi sembra un bel progetto, improntato sui giovani. Il presidente sta dando entusiasmo a tutta la piazza. Credo che molti giocatori non stiano rendendo per quanto valgono davvero.

Dragowski? Sta facendo una stagione incredibile, dopo l’esplosione mostrata l’anno scorso ad Empoli. Calciatori preferiti? Frey forse è stato il primo, mi ha preso sotto la sua ala e ci sentiamo ancora oggi. Quello però con cui abbiamo il miglior rapporto è Neto, anche se a Firenze non è ricordato bene (ride n.d.r).

 

 

 

 

L’esperienza di Venezia? Firenze è bellissima e ti permette di stare tranquillo, ma la gavetta è importante. Adesso l’ho fatta, con due salvezze consecutive alle spalle. Sono stati molti di più i momenti di pressione che quelli di gioia che però sono quelli che più ti formano. Un club di Serie A sulle mie tracce? Sono soltanto voci, penso alla stagione col Venezia e a fare bene coi veneti.”

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