Gori: “Io con Vlahovic e Cutrone? Nessun problema! Fiorentina, aspettami: è il momento del salto”

Gabriele Gori, fiorentino di nascita, cartellino di proprietà della Fiorentina e con un solo obiettivo: tornare alla base. Di ruolo attaccante, il giovane classe 1999 stava aiutando l’Arezzo nella corsa alla promozione dalla Serie C alla B, prima che il calcio, come il resto d’Italia, si fermasse. Violanews.com lo ha contattato in esclusiva, per farsi raccontare sensazioni, obiettivi e ricordi di un ragazzo che farà ancora parlare di sé.

 

 

 

Ciao Gabriele, intanto come sta proseguendo – o meglio, come stava proseguendo la tua esperienza all’Arezzo fino a poco tempo fa?
Credo stia andando nel migliore dei modi (9 gol e 2 assist in 21 partite, ndr). Ovviamente si può sempre migliorare, questo è essenziale, ma questo stop al campionato è stato un brutto colpo a livello emotivo, perché avrei potuto magari dare un contributo maggiore alla squadra. Oltretutto io mi sono anche fatto male prima che tutto venisse fermato… Adesso comunque la testa è al 3 aprile, finché non ci sono nuove notizie. Ci stiamo preparando al meglio, nei nostri limiti, per ricominciare al massimo.

 

 

 

 

Infatti anche tu, come tutti noi, sei costretto a restare a casa. Ci racconti come cerchi di rimanere in forma?
Io sto in affitto in una palazzina, sotto ho un garage grande e mi alleno lì: un centinaio di metri, per cui a livello aerobico riesco ad essere sempre in forma, anche se la casa in sé non è molto grande. Faccio di necessità virtù.

In una precedente intervista hai detto di essere convinto di riuscire a tornare alla Fiorentina. Ti portiamo più in avanti e ti chiediamo: se dipendesse solo da te, una volta tornato a Firenze ti piacerebbe rimanerci a lungo e magari diventare un simbolo?
Assolutamente! Sono di Firenze e sarei orgoglioso al massimo di restare alla Fiorentina. Intanto è il mio obiettivo principale perché sono di proprietà, e poi ovviamente è il mio sogno fin da ragazzo. Adesso è arrivato il momento di cercare di fare il salto. Squadre più forti? Prima di tutto spero di riuscire nel mio intento, penso solo a tornare alla Fiorentina. Poi dopo si vedrà, non saprei dire in questo momento.

 

 

 

Oggi nel tuo ruolo in viola ci sono due ragazzi praticamente della tua età, Vlahovic e Cutrone. Hai un preferito? Ti piacerebbe condividere lo spogliatoio con loro?
No, non preferisco nessuno dei due all’altro, sono due buoni giocatori, e sinceramente io guardo più a me stesso che ad altro. Quanto alla convivenza, non ci sarebbe nessun problema, nemmeno se fossimo in tre per una maglia.

Il tuo presente però si chiama Arezzo: c’è qualche compagno che vorresti con te anche in futuro? Magari un uomo-assist…
Qui all’Arezzo ci sono tanti ragazzi bravi, per esempio capitan Cutolo che sta giocando gli ultimi anni della carriera, lui è davvero forte.

 

 

 

 

Tu sei partito dalla Sestese, come Kouamé, di cui ci siamo divertiti a ripercorrere il passato con la dirigenza del club. Tu lo hai mai incrociato sui campi di allenamento?
Purtroppo no, non l’ho mai visto ma mi piacerebbe conoscerlo, alla Fiorentina ci sono davvero molti giovani.

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