Di Chiara a ViolaPresses: “La Fiorentina un squadra in costruzione, Florenzi e Cuadrado i più simili a me”

Alle 20.30 siamo stati in diretta con Alberto Di Chiara, ecco le sue parole:

Come stai passando questa quarantena? 

Un po’ come tutti, esco solo per servizi televisivi o per fare la spesa. Una sorta di clausura, speriamo passi tutto presto.

Hai passato a Firenze 5 anni, dall’86 al 91′, 4 anni su 5 con Baggio, come te lo ricordi i primi tempi fino alla cessione? 

Roberto i primi tempi stava ancora recuperando, il 10 era ancora Antognoni all’ultimo anno di carriera. Lui entrò gradatamente segnando il primo goal contro il Napoli e crescendo sempre più velocemente arrivando poi al Pallone d’oro.

Com’era Roberto fuori dal campo? 

Baggio nella vita privata viveva molto per i cavoli suoi, stava a Sesto Fiorentino, noi tutti in centro. In spogliatoio però era di compagnia, eravamo un bel gruppo soprattutto nei 2 anni di Eriksson, nei quali rischiò anche inizialmente la cessione ma poi il mister si rese conto del suo valore…

Cosa ne pensi della Fiorentina di Commisso? 

E’ una squadra in fase di realizzazione dopo 3 anni di difficoltà, Commisso ha portato entusiasmo e molti soldi investendo nella Fiorentina. Non é ancora uno squadrone ma può cercare sicuramente di crescita. Quello che è successo poi(Il Coronavirus) ha frenato tutto.

Il tuo ruolo era quello di Terzino ed Esterno, c’e qualcuno simile a te nel calcio attuale? 

Sono stato un po’ un antesignano di questo ruolo con Cabrini e Maldera, mi sono poi consacrato a Parma. A sinistra non mi viene in mente nessuno a destra probabilmente Florenzi e Cuadrado. Lirola? Lirola è più terzino, nato già in quel ruolo. Dalbert a sinistra prometteva ma al momento no ha reso per quanto sperato.

Dopo Firenze hai giocato 5 anni a Parma, come è stato arrivare a Parma e poi viverlo in quel periodo di crescita? 

Quella di lasciare Firenze non è stata una scelta semplice, Parma mi ha consacrato in quel ruolo con la numero 3. Sono stato il primo giocatore crociato ad approdare in Nazionale e ho vinto 3 trofei prendendomi anche la soddisfazione di vendicare la sconfitta del 90′ ad Avellino contro la Juve, battendo i bianconeri in finale(Coppa Uefa 94/95) e vincendo cosi la coppa.

Nel dopo carriera sei diventato giornalista pubblicista ed opinionista, cosa ti piace del tuo lavoro? 

Mi piace, mi permette di parlare di cose che so. Del calcio è giusto che ne parli chi ne sa, ci sono giornalisti che ne sanno tantissimo anche senza aver giocato, il calciatore opinionista ha il compito di dare quelle sfumature in più che chi non ha giocato non può sapere.

Di Chiara saluta tutti.

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