Cutrone : “Ieri è stata un’emozione bellissima. Mi farò chiamare bomber. Non vedo l’ora di giocare con Ribery, lui è un campione”

 

Giornata di presentazioni in casa Fiorentina. Dopo il gol segnato ieri conyro l’Atalanta alla prima da titolare con la maglia viola, oggi prende la parola in sala stampa Patrick Cutrone, che come sappiamo ha scelto il numero 63. Ecco le parole del centravanti classe ’98: “Ieri è stata un’emozione bellissima segnare alla prima da titolare, sono molto contento. Io non ho mai smesso di lavorare”.

Se il gol di ieri è una 9 a chi lo ha mandato via: “Le migliori risposte si danno sul campo… io devo ringraziare il Milan e il Wolwherampton, io ogno mese e ogni giorno sono cresciuto come uomo e come calciatore. Penso a partita dopo partita adesso”.

Su dove pensa di dover migliorare: “Io voglio migliorare in tutto perché so che posso migliorare in tante cose: darò il massimo per farlo”.

Sull’appellativo di bomber: “E’ un onore ricevere queste parole dai compagni e da Pradè, cercherò di farmi chiamare così più spesso. Vlahovic? E’ un giovane come me, l’ho visto scuotere la testa dopo che ha sbagliato il gol ma ha fatto una bella partita. Dobbiamo essere un gruppo unito così siamo più forti”.

Sullo stimolo della maglia azzurra: “Sicuramente è tanto. Ma il fatto di avere una nuova sfida dove posso dimostrare di far bene è stato un elemento decisivo. Appena ho sentito parlare di Fiorentina ho detto subito di sì, i viola sono una grande società e una grande squadra”.

Sulla partita con il Napoli: “Dovremo dare il massimo, sappiamo che sarà una partita difficile ma lavorando di squadra possiamo farcela. Gattuso? Lo ringrazio per la fiducia che ha avuto in me al Milan, poi il calcio è così… io lo ringrazio perché con lui sono cresciuto”.

Sul fatto che non ci sia più Montella: “Queste decisioni le prende la società… ma ci tengo a ringraziare molto Montella che mi ha fatto debuttare in serie a. Anche Iachini è molto bravo perché tiene molto ai giovani e ci fa lavorare tanto”.

Sulla coppia con Chiesa: “Tutti conoscono le doti di Chiesa, in Under-21 abbiamo giocato insieme e so quali sono le sue qualità. Dobbiamo conoscerci bene tutti, ci sono tanti giovani interessanti”.

Su cosa si porta dietro dall’Inghilterra: “Mi ha formato tanto a livello di uomo e di calciatore. Nonostante i pochi minuti ho imparato tante cose, anche in allenamento. Si impara tanto anche dall’allenamento. Ho imparato una lingua nuova”.

Sull’esultanza in tribuna: “E’ dedicata a mio padre che mi supporta sempre . Indosso la maglia numero 63 perché è l’anno in cui è nato mio padre”.

 

Sul fatto che si arrabbia quando non fa gol: “E’ vero e su questo aspetto devo migliorare ancora un po’. Ma sono comunque contento quando la squadra vince e io non faccio gol. Poi è chiaro, mi piace sempre segnare, anche in allenamento”.

 

Su Commisso: “E’ una persona genuina, mi ha fatto molto piacere conoscerlo. So che qui c’è un bel progetto di squadra”.

 

Sull’obiettivo gol: “Spero di fare tanti gol, ovviamente. Non ho un numero preciso che voglio fare”.

 

Sull’attacco assieme a Vlahovic, Chiesa e Ribery: “Decide tutto il mister: io mi metto a disposizione del gruppo: se mi metti in porta, io gioco lì. Io mi farò trovare pronto, in base a ciò che vorrà il mister”.

 

Se c’è un modello della storia viola a cui si ispira: “Ho visto dei video di Batistuta, che qui è stato un’icona. Ma anche Gilardino qui ha fatto bene. Sono molto felice”.

 

Sul paragone con Pippo Inzaghi: “Qualche gol anche lui lo ha fatto… è un onore essere paragonato a lui ma io resto con i piedi per terra, penso a lavorare”.

 

Sugli attaccanti con cui ha giocato: “Da tutti ho imparato qualcosa, ma adesso io devo pensare a giocarmi il posto in settimana”.

 

Sullaconoscenza di Ribery: “E’ un campione, ha vinto tutto: l’ho conosciuto durante la partita di ieri. Non vedo l’ora che rientri in campo per giocare anche insieme a lui”.

 

Su quello che gli chiede Iachini: “A me piace aiutare la squadra e non restare su e aspettare la palla. Il mister mi chiede di dare una mano ai compagni quando c’è da difendere e di attaccare lo spazio quando c’è da attaccare.

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