Covid-19: aumento di contagi in Toscana. Ora anche medici e infermieri si ammalano: “Situazione ingestibile”

Ancora un grande aumento, e una tendenza ormai quasi cronicizzata. Se esiste un focolaio o qualcosa che gli assomigli in Toscana, è concentrato nell’area nord ovest, soprattutto fra Massa Carrara e la Versilia. Non è un caso che i sindaci rivieraschi ieri abbiano lanciato un appello a «non recarsi» in quella fetta di costa da altre aree della regione e soprattutto da altre regioni, come Lombardia e Emilia. Insomma, stop al fenomeno dei “vacanzieri”, basta evasioni o anche gite fuori porta verso il mare nel fine settimana. Perché anche ieri la crescita più alta nel contagio si è registrata in questo spicchio di territorio. Se in tutta la Toscana sono stati 160 i nuovi casi positivi (il totale ora è a 630 registrati dal primo febbraio), con un rialzo del 34%, nei comuni della Nord ovest si concentra il più alto numero di casi, il rialzo maggiore e soprattutto un’incidenza più alta delle infezioni sulla popolazione. Lì sono 286 adesso i contagiati, 64 in più, mentre sono aumentati di 53 unità nell’area centrale fra Firenze, Pistoia e Prato (la più popolosa che conta però in tutto 228 casi), e di 43 unità nella sud est fra Siena, Arezzo e Grosseto, dove il totale è di 116 positivi.

Nove sono i morti. Due si sono aggiunti ieri, un 98 enne di Livorno e una donna di 92 anni – la prima donna – di Lucca (non confermata invece la notizia trapelata ieri per un decesso a Pisa, il tampone era negativo). Tutti con un’età compresa fra 70 e 98 anni appunto, e tutti con patologie pregresse. In totale sono 6.880 le persone in isolamento domiciliare. Ma a destare preoccupazione sono proprio l’area apuana e la Versilia, che da sole raccolgono il 42% dei contagi messi insieme nell’Asl nord ovest: in tutto 122, 88 a Massa Carrara, 34 in Versilia. E c’è perfino un primo campanello di allarme epidemiologico. Se quasi ovunque la maggioranza dei malati è oltre i 60-70 anni, in Lunigiana si registrano 8 casi di positivi fra i 40 e i 50 anni. «Non prevediamo misure di contenimento speciali – dice l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi – ma per l’Asl nord ovest rafforzeremo gli ospedali con dispositivi di protezione individuale, ad esempio mascherine, e con la tecnologia, soprattutto ventilatori per aumentare i posti letto in terapia intensiva».
In Regione la task force non ha una previsione temporale sul raggiungimento del picco, ma gli esperti hanno simulato uno scenario che prevede di dover fronteggiare 2800-3000 ricoveri, il 15% nelle intensive, cioè circa 450 malati. Sarebbe impossibile gestirli senza aumentare i posti, dato che sono 447 i letti attuali di intensiva in regione e il sistema sanitario dovrebbe continuare comunque a dare risposte a pazienti non affetti da coronavirus ma bisognosi di assistenza complessa. Per questo nella sola nord ovest si pensa di aumentare da 68 a 140 i posti in intensiva e di farlo proprio con nuovi ventilatori. In Toscana ne dovrebbero arrivare 180, 100 sono nuovi e giù disponibili, 30 sono stati recuperati riparando o adeguando macchine dismesse e 50 sono stati ordinati. E buona parte, insomma, di questa strumentazione potrebbe venir destinata agli ospedali del nord della regione se ce ne fosse bisogno. In quanto tempo? L’obiettivo è riuscirci in 10 giorni, quando si presume non sarà ancora terminata l’impennata del contagio. «Per ora il sistema regge – rassicurano in Regione – ma la tendenza dei prossimi giorni ci dirà qualcosa di più». In fondo, di 610 attualmente ancora positivi – sono 11 i guariti e 9 i decessi – in Toscana sono 247 oggi le persone ricoverate, 87 in terapia intensiva.

A riportare il tutto è il quotidiano Il Tirreno

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.