Calamai: “Belotti o Cutrone? Io scelgo la terza via. Vedo un’analogia coi Della Valle…”

Calamai

Luca Calamai è intervenuto in collegamento con A pranzo con il Pentasport di Radio Bruno Toscana:

“Mi risulta che ci siano molti infortunati in Serie A, e stanno correndo solo dritto per dritto. Ma se i giocatori fanno battaglia solo per gli stipendi e non per la salute… Viviamo alla giornata, e non capiamo che rovinare l’anno prossimo vuol dire sabotare l’Europeo dell’Italia. Commisso è arrivato un anno fa dicendo fast fast fast, ma di fast non c’è niente per ora. Se devo scommettere, scommetto sullo stadio fuori dal Comune di Firenze. Dall’altra parte vedo un sindaco che giustamente le sta provando tutte per trattenere la Fiorentina in città. Belotti? Non lo considero in grado di far fare alla Fiorentina il salto di qualità, e poi il Torino vuole troppo. Se me lo regalassero lo prenderei, ma a quel prezzo no. Continuerà a fare gol, ma non lo vedo in una grande squadra. Cutrone magari diventa peggio, ma può diventare meglio, e se diventa meglio è la scelta giusta. Ma io opterei per una terza via: non prendere Belotti, dare via Cutrone e prendere uno bravo bravo.

Il nuovo centro sportivo dimostra che la dirigenza non parla soltanto, ma fa: è per questo che la vicenda-stadio fa tanta rabbia, non li fanno agire. La società non vuole cambiamenti di regole come i cinque cambi in corso d’opera, ma potrebbero intervenire i dottori alla luce dei problemi muscolari che stanno venendo fuori. La grande sfida è fare una Fiorentina forte e farla velocemente, e l’allentamento del fair play finanziario può aiutare. Nella guerra che abbiamo vissuto, Commisso ha continuato a produrre utile, buona notizia per la Fiorentina. Ma il contorno vive una fase di depressione, non vedo tutta quest’ansia da calcio. La situazione è analoga a quella vissuta coi Della Valle: loro dicevano che senza la cittadella avremmo vivacchiato, Rocco dice che senza lo stadio non si possono comprare i giocatori. Facciamoglielo fare…

La permanenza di Pulgar non mi sentirei di garantirla al 100%, potrebbero cercare un altro mediano. Milenkovic è fondamentale nel progetto, mi immaginerei che possa cambiare qualcosa solo se arriverà un’offerta folle, da 40-45 milioni. A quello che so, il serbo non vuole scappar via. Ma occhio: mancano 12 partite, predico prudenza e cautela nelle valutazioni. Purtroppo, serviva una stagione più lineare. Bielsa? Regala titoli, ma non mi appassiona. Se mi dicono Emery, sì, subito.”

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