Bielsa e la Fiorentina, un matrimonio che si può fare, ecco il perchè..

“La pazzia è relativa, chi la stabilisce la normalità?” se questa frase non l’avesse scritta Charles Bukowski si sarebbe potuta attribuire a Marcelo Bielsa, allenatore argentino classe 1995. Nel totoallenatore della Fiorentina del domani, tra gli Iachiniani di cuore e gli oltranzisti dello Iachinibuonoanulla, è spuntato un nome clamoroso, quello del Loco.

Il Loco Bielsa ovvero il pazzo è un allenatore che, nel bene e nel male, ti fa mettere sotto la lente d’ingrandimento. Di tutti. Bielsa non è uno qualunque e sebbene in Europa non abbia vinto tanto è uno di quei simboli che il calcio romantico si porta dietro.

Uno come Bielsa a Firenze riuscirebbe a innamorarsi di un progetto costruito proprio sull’amore, quello del Presidente Commisso verso la squadra e quello dei tifosi.

Il pazzo troverebbe terreno fertile per la sua stravaganza e per il suo modo di fare calcio che, nel mondo dei soldi e del business è venuto meno. Bielsa, al Leeds, è stato capace di trasformare i propri giocatori in spazzini per fargli provare cosa significa il lavoro; sempre l’argentino ha inveito contro una ditta spagnola che non aveva effettuato i lavori allo stadio ai tempi di Bilbao e, quando guidava il Cile, fece costruire un fossato intorno al campo di allenamento della nazionale per non far sbirciare i giornalisti.

Bielsa è un sogno ad occhi aperti, non tanto per una questione monetaria della quale la Fiorentina non ha e non dovrà aver paura, quanto perchè rappresenta uno di quei nomi simbolo del calcio. El Loco è un po’ fiorentino dentro pur senza saperlo: stravagante, appassionato e che non le manda a dire come quando si dimise ai tempi del Marsiglia.

Il tecnico argentino è un perfezionista, tanto da guardarsi oltre settemila video prima dei Mondiali del 2002 con l’Argentina e da farsi installare uno schermo sul caddy che usava per muoversi al Marsiglia.

Oltre al calcio, anche El Loco ha il tredici tra i suoi numeri importanti. Sebbene il tredici per Firenze rappresenti Davide Astori, storico capitano della Fiorentina, questo numero ritorna anche nelle abitudini del tecnico. Perchè? Perchè prima di sedersi e accomodarsi in panchina, Bielsa fa sempre tredici passi, di cui l’ultimo più lungo.

Bielsa, Firenze e i fiorentini sono legati anche in quella che gli americani chiamano way of life. Perchè non sognare e provare una avventura sicuramente pazza?

A riportare il tutto è Fiorentinanews.com

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